Android 17: novità, dispositivi supportati, uscita e notizie
Android 17 è la versione del sistema operativo di Google proposta in Beta a inizio 2026 e lanciata in versione stabile il 16 giugno 2026. Si tratta di un’evoluzione diretta di Android 16, da cui vengono riprese tutte le novità software e a cui vengono aggiunte funzionalità inedite e miglioramenti di vario tipo, con l’obiettivo di rendere il sistema operativo ancora più ottimizzato, completo e stabile.
Vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito ad Android 17, andando a considerare le novità integrate nel sistema operativo, i dispositivi supportati e la tabella di marcia per l’uscita del major update.
Novità di Android 17
Android 17 non porta grossi stravolgimenti rispetto alla versione precedente, come prevedibile, e lo abbiamo visto sin dal rilascio della Beta 1. Questa volta il nome in codice assegnato è CinnamonBun, anche se ormai da tempo (da Android 10) questa nomenclatura “dolciaria” viene utilizzata solo internamente.
Lasciando più in secondo piano le specifiche novità rilasciate sui Google Pixel, che potete consultare integralmente nel nostro articolo dedicato (sono arrivate insieme al Pixel Drop di giugno), è il momento di dare uno sguardo alle principali novità che riguardano il sistema operativo in sé.
Con Android 17 tornano in “voga” le Bolle, che ora possono essere utilizzate sostanzialmente per qualsiasi app, permettendo agli utenti di avere un’app aperta in una finestra flottante sulle altre app aperte. Sui dispositivi dotati di grande schermo (ossia tablet e pieghevoli), le bolle vengono ancorate in una barra dedicata (nella parte inferiore dello schermo). Questa novità è pensata per migliorare sensibilmente il multitasking.
Troviamo poi miglioramenti per il registratore dello schermo, che accoglie la funzione Screen Reactions. È pensata per quei creatori di contenuti che realizzano “video-reazioni”: abilitando l’opzione dedicata con l’avvio della registrazione dello schermo, si può far comparire in sovrimpressione quanto ripreso dalla fotocamera frontale.
Android 17 punta a migliorare l’esperienza gaming per quegli utenti in possesso di uno smartphone pieghevole grazie alla nuova Modalità di gioco pieghevole (in inglese “Foldable Gaming Mode”), in arrivo a distanza di qualche mese dal lancio. I dispositivi pieghevoli offrono un layout 50/50 ottimizzato con la visualizzazione del gioco nella metà superiore e un gamepad dinamico nella metà inferiore per massimizzare lo spazio di visualizzazione e rendere più utilizzabili i comandi. L’esperienza di gioco potrà essere ulteriormente potenziata utilizzando un controller esterno e sfruttando la nuova rimappatura nativa del controller.



Per quanto riguarda sicurezza e privacy, Android 17 introduce diverse novità che erano state anticipate durante l’evento The Android Show | I/O Edition di maggio 2026:
- Accesso temporaneo alla posizione specifica: gli utenti possono concedere alle app l’accesso temporaneo alla posizione specifica.
- Nuovo selettore dei contatti: permette agli utenti di condividere (o dare all’accesso a) solo contatti specifici (e solo elementi specifici della scheda contatto) invece dell’intera rubrica.
- Funzione “Contrassegna come smarrito” migliorata in Find Hub: consente di bloccare un telefono smarrito con l’autenticazione biometrica per far sì che il ladro non possa sfruttare il dispositivo anche nel caso in cui conosca il PIN.
- Rilevamento delle minacce in tempo reale: aggiornato per riconoscere un maggior numero di app sospette e truffe.
- Modalità di Protezione Avanzata: migliorata con nuovi strumenti contro le minacce più sofisticate.
- Nuova misura anti-furto: Google ha ridotto il numero di tentativi possibili per inserire il PIN del dispositivo e aumentato i tempi di attesa tra un tentativo e l’altro.
Oltre a queste novità, il sistema operativo con nome in codice CinnamonBun offre una miriade di ulteriori novità (sotto al cofano e non) che puntano a migliorare l’esperienza utente generale. Tra quelle effettivamente “visibili” possiamo citare l’impostazione per nascondere i nomi delle app nella schermata iniziale, l’estensione del Controllo genitori a tutti i dispositivi Android, il controllo del volume dedicato per l’assistente vocale e il maggiore controllo sul tema scuro. “Sotto al cofano” abbiamo poi i limiti di memoria per le app per fare in modo che queste non utilizzino troppa RAM e contribuire a migliorare le prestazioni complessive del dispositivo, oltre che a preservare la durata della batteria.
Tra gli altri cambiamenti già assaggiati durante la fase beta e che riguardano più da vicino i Pixel c’è la possibilità di personalizzare la barra di ricerca del Pixel Launcher: questa segue i colori del tema impostato sul dispositivo ed è ora accompagnata dalla nuova opzione “Impostazioni widget”, che offre delle opzioni di personalizzazione. In questa sezione è possibile scegliere il tema che caratterizza la barra di ricerca, optando per Sistema, Chiaro, Scuro o Personalizzato: quest’ultimo offre due slider che consentono di scegliere tonalità e saturazione dello sfondo, e uno slider per regolare la trasparenza della barra stessa. C’è inoltre la possibilità di aggiungere una scorciatoia (come sul widget Ricerca di App Google), scegliendo tra AI Mode, Traduci (testo), Cerca brano, Meteo, Traduci (fotocamera), Sport, Dizionario, Compiti, Finanza, Salvataggio riuscito o News.
Con Android 17 si concretizza poi una modifica già attesa sui Pixel con Android 16: sparisce il riquadro “Internet” nelle impostazioni rapide, sostituito da due riquadri separati per Wi-Fi e Dati mobili. Un singolo tocco consente di attivare e disattivare la specifica tipologia di connessione, mentre una pressione prolungata apre la finestra di dialogo del vecchio riquadro Internet per entrambi i riquadri.
Abbiamo poi l’indicatore Posizione in uso (introdotto con la Beta 1 di Android 16 QPR3) che diventa leggermente più scuro, e piccole modifiche alla barra della luminosità (la figura geometrica presente all’interno diventa leggermente più grande e si comporta in maniera leggermente diversa). Google ha poi modificato l’animazione di attivazione di Gemini tramite gesture a scorrimento dall’angolo, e ha fatto un ulteriore piccolo cambiamento per quanto riguarda la registrazione dello schermo: durante quest’ultima, sulla barra di stato viene mostrato l’orario con i secondi ad accompagnare ore e minuti.










Un’altra piccola novità estetica tocca lo slider del volume: nella parte bassa dello stesso, al posto dei tre pallini, per accedere al pannello completo del volume è stata introdotta una nuova icona con al suo interno tre slider. All’interno delle impostazioni di sistema, troviamo dei menu più compatti, privi di quello spazio superfluo presente sopra e sotto al testo nelle singole schede.
Abbiamo poi le nuove finestre di dialogo (in stile Material 3 Expressive), con un rinnovato selettore tra posizione “esatta” e “approssimativa”. Invece di presentarsi come due cerchi selezionabili, ora si presenta come un doppio riquadro di selezione con casella di spunta (affiancata dalla descrizione dell’opzione) nella parte alta.
Con la Beta 2 di Android 16 QPR3, Google aveva rivisto le impostazioni della Connettività adattiva per migliorare la funzione stessa con una nuova grafica e con nuove opzioni. A partire dalla Beta 1 di Android 17, Google aveva ripristinato lo stesso comportamento che trovavamo sulla versione stabile di Android 16 QPR2, ma si trattava di un bug: con la versione stabile è tornata a quello della QPR3.

Come già capitato con le precedenti versioni, altre novità saranno introdotte nel corso dei mesi attraverso i Pixel Feature Drop e le versioni QPR.
Dispositivi supportati da Android 17
In casa Google, Android 17 è stato rilasciato come aggiornamento su tutti i dispositivi che già avevano ricevuto Android 16, con l’aggiunta ovviamente dei modelli usciti già con quest’ultima release. Per il resto, come sempre tutto dipenderà dai singoli produttori che dovranno scegliere quali dispositivi aggiornare da Android 16 ad Android 17.
Google ha rilasciato la Beta 1 di Android 17 su tutti i dispositivi della sua gamma Pixel a partire dai Pixel 6, e di conseguenza anche la versione stabile: l’elenco comprende, quindi, Google Pixel 6, Pixel 6 Pro, Pixel 6a, Pixel 7, Pixel 7 Pro, Pixel 7a, Pixel Fold, Pixel Tablet, Pixel 8, Pixel 8 Pro, Pixel 8a, Pixel 9, Pixel 9 Pro, Pixel 9 Pro XL, Pixel 9 Pro Fold, Pixel 9a, Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL, Pixel 10 Pro Fold e Pixel 10a.
Naturalmente, diversi smartphone e tablet di altri OEM, come Samsung, OPPO, Xiaomi, OnePlus, ASUS, HONOR, Motorola, Nothing e Realme, riceveranno l’aggiornamento ad Android 17, ma probabilmente nelle settimane successive al rilascio da parte di Google. È possibile che alcuni di questi produttori possano rilasciare un proprio programma beta a distanza di qualche settimana da Google.
Uscita di Android 17
L’uscita di Android 17 ha seguito tempistiche simili a quelle viste con Android 16, con una differenza comunque consistente. Come con quest’ultimo, il rilascio stabile non è avvenuto in autunno, ma ben prima.
Questa volta niente Developer Preview: Google ha rilasciato direttamente la Beta 1 a febbraio 2026 (con qualche problemino di rilascio iniziale), saltando la fase “preliminare” (in favore del programma Android Canary), e la versione stabile ha debuttato nella serata del 16 giugno 2026.
Il ciclo di sviluppo di Android 17 è stato composto da un numero inferiore di fasi rispetto al passato:
- febbraio 2026: prima Beta pubblica;
- marzo 2026: seconda Beta pubblica e raggiungimento della “Platform Stability”, con API finalizzate per gli sviluppatori;
- 16 giugno 2026: lancio ufficiale.
Come sempre, la nuova versione di Android arriva inizialmente sulla linea Pixel, per poi farsi vedere sui flagship dei principali OEM (e così via sulle altre fasce di prezzo) nel corso delle settimane e dei mesi successivi: entro l’estate 2026 potrebbero già essere molti gli smartphone ad avere ricevuto Android 17 tramite aggiornamento, attraverso le varie personalizzazioni (One UI, OxygenOS, MagicOS, ColorOS, HyperOS e così via).
Come fatto nel 2025, Google ha già ufficializzato l’arrivo di due versioni delle API nel 2026, frutto del cambiamento nelle tempistiche che si è manifestato lo scorso anno.



